Porto Marghera: Ferlenga (iuav), proposte realistiche per scenari futuri

“da workshop estivo con gli architetti stranieri più famosi al mondo”

 

 

 

Venezia, 16 feb. (AdnKronos) – “Abbiamo da poco avviato il ‘Laboratorio Marghera’, una cabina di regia che riunisce ricercatori ed operatori, dallo Iuav, a Cà Foscari, al Parco Vega, alle istituzioni locali, nessuno escluso, che deve proporre soluzioni per la Porto Marghera di domani”. Lo sottolinea all’Adnkronos il rettore dello Iuav, l’Istituto Universitario di architettura di Venezia, Alberto Ferlenga.
“Lo Iuav da molto tempo lavora su Porto Marghera: in più occasioni abbiamo chiamato gli architetti più importanti al mondo per lavorare su questo tema – spiega – in workshop estivi denominati ‘Wave’ che riuniscono 1.800 studenti dei primi tre anni di corsi e una trentina di docenti, in gran parte stranieri. E quest’anno torneremo ad occuparci di Porto Marghera, per studiare le visioni possibili per il futuro di quella che è l’area ex industriale più importante d’Europa”.

“Perché, al di là del problema delle bonifiche e del ruolo dell’industria rimasta a Porto Marghera, il tema fondamentale- avverte il rettore dello Iuav – è immaginare i possibili scenari futuri per quest’area. Infatti, risolti i problemi contingenti delle bonifiche, non ci possiamo trovare senza idee sulla trasformazione futura di Porto Marghera”. “Un ‘caso’ che non è certo locale – avverte Ferlenga – ma internazionale e per questo va posto all’attenzione delle cultura architettonica internazionale. Anche perchè Porto Marghera ha la particolarità di trovarsi di fronte ad una città storica unica al mondo, un rapporto delicato che necessita di proposte realistiche. Così come il rapporto con la laguna e il problema mai risolto della separazione da Mestre”.

“Ecco noi, con le nostre iniziative, cerchiamo di tenere viva l’attenzione internazionale sul ‘caso’ Porto Marghera, il nostro compito è quello di proporre soluzioni credibili dal punto di vista ambientale e architettonico per quest’area, considerando la valenza unica di Venezia e della sua laguna: Una Porto Marghera che dovrà ospitare industrie ambientalmente sostenibili, ma anche aree residenziali, con un mix di presenze che la renda viva”, conclude.

Pubblicata il 18 febbraio 2016