Porto Marghera: Santini, il suo futuro e’ legato al porto/rpt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venezia, 15 feb. (AdnKronos) – “Il futuro di Porto Marghera è strettamente correlato al futuro del porto di Venezia, che a sua volta è strettamente legato allo sviluppo del settore manifatturiero in Europa, Asia e Paesi Balcanici”. Così all’Adnkronos Tommaso Santini, amministratore delegato del Parco tecnologico Vega di Venezia.

 

Secondo il responsabile del Vega infatti: “Con lo spostamento dei bacini del manifatturiero da Francia e Germania verso Est, necessariamente bisogna far diventare più efficiente il porto di Venezia. **Solo così il porto di Venezia potrà diventare un hub strategico in grado di intercettare i grandi corridoi europei ed asiatici**. Cosicché, da Venezia si possa guardare direttamente ai Paesi asiatici e viceversa, e a maggior ragione oggi, con il raddoppio del Canale di Suez”. “Se si prescinde lo sviluppo di Porto Marghera dallo sviluppo del porto – avverte Santini – mi sembra davvero difficile individuare un possibile scenario futuro per l’area industriale veneziana, passata dai 40 mila addetti degli anni ’70 agli attuali 11 mila”.

Quindi, per l’Ad del Parco Vega per far rivivere Porto Marghera sono necessarie delle precondizioni: “I terreni dovrebbero costare meno, servirebbe meno burocrazia, più efficienza fiscale estendendo così il porto franco e facendo diventare Porto Marghera una ‘leaps zone”. “Solo così si può puntare all’insediamento di nuove imprese nell’area industriale veneziana- spiega Santini – ma, non c’è dubbio, che sono necessari collegamenti diretti con il porto **di Venezia, che dovrà essere una vera e propria piattaforma portuale integrata del Nord Adriatico (con Trieste e Ravenna)**, facendo così diventare Porto Marghera una piattaforma logistico integrata di servizi per le imprese del manifatturiero. Non dimentichiamoci che il Veneto è la prima regione italiana e tra le prime in Europa per il manifatturiero e per l’export, in gran parte realizzato dalle Pmi . L’obiettivo finale per Porto Marghera deve essere proprio questo: essere una piattaforma produttiva-logistica al servizio dell’impresa “.

“Ma, a questa formula non può mancare la componente legata all’innovazione e del trasferimento tecnologico: si tratta di costruire un ciclo continuo tra formazione e lavoro, ripartendo con il modello del ‘politecnico’. Ed in questa direzione – ricorda Santini – va l’intesa firmata l’anno scorso tra Comune di Venezia, Camera di Commercio, Università Cà Foscari e Vega, per creare un polo di formazione e ricerca della città metropolitana. Un sistema che permette alle imprese di dare in outsourcing la ricerca, che spesso non viene realizzata dalla Pmi”.

Infine, ma non meno importante secondo l’Ad del Parco Vega è “la ricucitura di alcune aree con il tessuto urbano: si tratta di 100 ettari che vanno dal Vega Waterfront all’area del mercato ortofrutticolo che vanno correlate con Mestre e Marghera grazie a nuove progettualità”.

Pubblicata il 18 febbraio 2016