Le origini
Il progetto Parco Scientifico Tecnologico di Venezia nasce agli inizi degli anni '90 con la missione primaria di riqualificare una parte della I zona industriale di Porto Marghera in un nuovo modello di sviluppo eco-compatibile.
L'area è individuata dalla UE come "Obiettivo 2 - aree industriali depresse".
Il Parco VEGA oggi è un esempio della riconversione di Porto Marghera.
Gli obiettivi
- Sviluppo di attività collegate ai Centri che producono innovazione
- Trasferimento di tecnologie nei processi produttivi con l’utilizzo di conoscenze internazionali a supporto del modello imprenditoriale veneto
- Impiego di forza lavoro intellettuale e l’allargamento della base occupazionale tramite l’indotto secondario e terziario
L’idea di realizzare un Parco Scientifico Tecnologico nella zona industriale di Porto Marghera risale agli inizi degli anni ’90, periodo di profonde trasformazioni industriali collegate alla crisi dell’industria pesante e alla necessità di riconvertire l’area in un diverso modello produttivo basato su una nuova e moderna concezione di sviluppo industriale e di servizi, a stretto contatto con l’Università e i Centri di Ricerca.
Lo studio di fattibilità, elaborato nel 1993 dal Consorzio Venezia Ricerche nell'ambito del progetto della DG 12 della Comunità Europea "SPRINT", con il supporto di esperti della UE e con la collaborazione di diverse realtà economiche e sociali presenti nel territorio veneziano, ha individuato una molteplicità di vantaggi per il territorio.
L’individuazione da parte dell’Unione Europea dell’area nell’ambito dell' “Obiettivo 2", con il conseguente apporto di contributi finanziari pubblici (fondi strutturali europei FERS erogati e gestiti dalla Regione Veneto) a supporto di un investimento complessivo di circa 70 milioni di euro, ha dato il via, nelle prime tre fasi di attività, alla realizzazione del progetto Parco Scientifico Tecnologico, esempio di riconversione di una parte della zona industriale di Porto Marghera.




